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	<title>My Book &#187; Viaggi e Paesi</title>
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	<description>Presenta il tuo libro su MyBook</description>
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		<title>La trilogia della civiltà</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Medici</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Storia e Filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Introduzione di Raffaele Russo
Con vero piacere mi accingo a scrivere questa introduzione alla trilogia di Stefano Medici, autore bolognese che casualmente ho conosciuto sui siti Internet di Yourbooks e MyBook dove egli aveva presentato la sua prima opera “Il terrazzo dei nanetti”. L’occasione, nata da primi reciproci commenti sulle nostre produzioni letterarie presentate su quei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Introduzione di Raffaele Russo</p>
<p>Con vero piacere mi accingo a scrivere questa introduzione alla trilogia di Stefano Medici, autore bolognese che casualmente ho conosciuto sui siti Internet di Yourbooks e MyBook dove egli aveva presentato la sua prima opera “Il terrazzo dei nanetti”. L’occasione, nata da primi reciproci commenti sulle nostre produzioni letterarie presentate su quei siti,  ci ha permesso poi di approfondirne la conoscenza attraverso lo scambio dei nostri libri, guidati dalla confidenza su un’ispirazione di base certamente comune, Come definirla? Forse un desiderio di restituire alla cornice della realtà e al quadro della vita quotidiana, spesso vissuto come obsoleto e dai più osservato distrattamente, il colore, la fantasia e la pregnanza simbolica che vi si racchiudono come dono prezioso  per coloro che amano cercare e cogliere il senso che è nelle cose e nel contempo al di là delle cose stesse.</p>
<p>La lettura de “Il terrazzo dei nanetti” è stata una piacevole, prima esperienza che mi ha rivelato non solo l’estro creativo, ma anche lo spessore culturale e etico dell’Autore il cui senso ludico ed esplorativo dell’avventura, come metafora esistenziale, si presenta già nell’immagine di copertina della sua opera introduttiva, opportunamente chiarito anche nel testo della bandella interna al libro (“Per godere appieno la lettura di questo libro si consiglia  di lasciare la mente libera di oltrepassare i propri confini razionali. Torniamo a credere alle favole, proviamo a sognare ad occhi aperti.”)<br />
Così, quando l’Autore mi ha proposto di scrivere l’Introduzione all’intera trilogia nella sua nuova forma editoriale ho accolto volentieri il compito di leggere i volumi già pubblicati, oltre “Il terrazzo dei nanetti”, anche “El campo della pelota” e “Il mistero della pagoda del loto” e di trarne spunto<br />
per alcune riflessioni di tipo introduttivo.</p>
<p>La trilogia dei nanetti nell’immediato si presenta in una veste tra lo scherzoso e l’avventuroso, facendo leva certamente sulla parte ludica, sul fanciullino interiore e su quel pizzico di fantasy che ognuno di noi, consapevolmente o meno, accoglie in sé. Tuttavia questa dimensione, sicuramente simpatica e genuina, non è tutto, ma propriamente una occasione introduttiva, una soglia su aspetti della nostra umanità, della storia di diverse culture, dell’ambiente e del mondo in cui viviamo che Stefano Medici descrive, documenta e commenta con grande competenza, saggezza e sensibilità.<br />
I nanetti, dapprima incontrati dall’Autore – giusta metafora! – non in un mondo altro, ma esattamente sul terrazzo di casa, tra i vasi del glicine, dell’edera e dei gerani, come dire nella quotidianità, rappresentano le guide, gli accompagnatori simbolici, le sfaccettature e le risorse del Sé, ciò che ogni persona può rintracciare nella propria interiorità, se si rende disponibile all’avventura della ricerca di ciò che può dare senso, risposte e spessore al dono dell’esistenza.</p>
<p>Il mondo dei nanetti è un microcosmo nel quale si riflette e si delucida il macrocosmo della vita quotidiana e nel contempo uno stimolo per comprendere quanto sia insufficiente accontentarsi dell’aspetto fenomenico delle cose, senza coglierne gli spunti significanti, indirizzati verso ciò che sta oltre e che nella trilogia sono ben rappresentati da mappe, iscrizioni, tracce da interpretare.<br />
Tale interpretazione, che l’Autore molto appropriatamente vede realizzata attraverso la decifrazione di simbologie e linguaggi dimenticati, consente non solo l’attraversamento della soglia critica, ma anche ciò che potremmo definire come illuminazione, insight e sviluppo della comprensione del Sé.<br />
Tutto ciò viene realizzato nell’avventura della trilogia attraverso il viaggio, tema metaforico  e rappresentativo dell’esistenza che qui assume implicite risonanze dantesche, nell’attraversamento di  territori simbolici – veri inferni, purgatori e paradisi &#8211; e giungere finalmente alle altezze di una conclusione semplice, convinta e appassionata: ”Lottiamo tutti per salvare il pianeta” (Safe the planet).</p>
<p>Non posso che associarmi a tale invito, traendo dalla metafora dei nanetti un messaggio importante: oltre la soglia delle cose di tutti i giorni, quelle che spesso distrattamente abbiamo sotto gli occhi, riteniamo scontate e magari banali, si apre un universo infinito di occasioni per una migliore comprensione della nostra realtà esistenziale, del mondo in cui viviamo e delle preziose risorse che vanno riconosciute e tutelate.<br />
Raffaele Russo</p>
<p>Raffaele Russo è nato a Faenza nel 1947 città dove tuttora vive con la famiglia.                                       Presso lo stesso Editore Casanova &#8211; Faenza ha pubblicato “Chiese” (2005), itinerario allegorico e meditativo nella dimensione del Sacro, “Tra la Pietramora e Monte Mauro” (2007), dodici fiabe ambientate nello scenario di Faenza e dintorni, e “Una manciata di bristulini” (2008), ricordi della vacanze estive trascorse a Bellaria, Riviera Adriatica di Romagna, tra gli anni ’50 e ‘60.<br />
Psicologo &#8211; psicoterapeuta ha svolto l’attività professionale per oltre un trentennio presso i Servizi Sociali  e Sanitari dell’ambito territoriale faentino.<br />
Sito web: http://www.raffaelerusso.it</p>
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		<title>La zia di Lampedusa</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elvira Siringo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gialli, Noir, Horror]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un romanzo giallo che affronta con lievità il problema dell&#8217;integrazione, ineludibile nodo per la società di domani. Vede protagonista la musica,e si ispira al verso di Claudio Baglioni &#8220;Fa che il prossimo tuo sia non soltanto chi ti è accanto ma anche il prossimo che verrà qui&#8221; (Per incanto e per amore). Se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un romanzo giallo che affronta con lievità il problema dell&#8217;integrazione, ineludibile nodo per la società di domani. Vede protagonista la musica,e si ispira al verso di Claudio Baglioni &#8220;Fa che il prossimo tuo sia non soltanto chi ti è accanto ma anche il prossimo che verrà qui&#8221; (Per incanto e per amore). Se si amano le vacanze, il sole, il mare e la musica di Baglioni, non si può non leggerlo.<br />
Il coraggio, la forza, l&#8217;amore, sono sentimenti che traspaiono dalle parole di questo libro, e proprio loro sono la colonna portante della vita della protagonista. Si ritrovano emozioni e sensazioni che oggi raramente emergono dal vissuto quotidiano, dalla banalizzazione della nostra esistenza: ma l&#8217;essere umano è qualcosa di superiore alle avversità della vita, e questo libro ce lo ricorda con profonda convinzione.<br />
Architetture e paesaggi delle isole Pelagie vengono descritti in maniera straordinaria. La vita quotidiana di un’albergo, gli ospiti intrappolati dalle circostanze, i prestigiosi piatti regionali, i difficili rapporti tra isole e Stato, i colpi di scena, sono tutti elementi che richiamano l’appassionante storia mediterranea. Una grande scenografia, un giallo abilmente costruito, digressioni filosofiche e religiose che se inizialmente impegnano il lettore, lo ricompensano ampiamente nel prosieguo.<br />
Questo romanzo è nato dall’aspirazione nostalgica di rivisitare un vecchio schema caduto in disuso, attualizzandolo. Per scoprire alla fine che, pur mutando contesto, tempi, luoghi e persone, qualcosa permane di magicamente immutato: così nella Sicilia di oggi, come nella vecchia campagna inglese di ieri, i palpiti del cuore, le emozioni e i sentimenti, resistono alla corrosione del tempo come costanti universali intatte: proprio come fari rassicuranti, nel mare tempestoso dell’esistenza.</p>
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		<title>Il ritmo nel tacco</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 08:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Cardinale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica, Spettacolo, Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Società, Politica, Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e Paesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce in autunno &#8220;Il ritmo nel tacco&#8221;, un libro fotografico che racconta la musica salentina attraverso le parole e le immagini dei suoi protagonisti:
Sud Sound System,
Après La Classe,
Cesare Dell&#8217;Anna e
Raffaele Casarano.
La prefazione del libro è curata da Caparezza.
L&#8217;opera, vincitrice del progetto regionale &#8220;Principi Attivi&#8221;, è scritta da tre giovani salentini: Mauro Cardinale (già autore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esce in autunno &#8220;Il ritmo nel tacco&#8221;, un libro fotografico che racconta la musica salentina attraverso le parole e le immagini dei suoi protagonisti:<br />
Sud Sound System,<br />
Après La Classe,<br />
Cesare Dell&#8217;Anna e<br />
Raffaele Casarano.<br />
La prefazione del libro è curata da Caparezza.<br />
L&#8217;opera, vincitrice del progetto regionale &#8220;Principi Attivi&#8221;, è scritta da tre giovani salentini: Mauro Cardinale (già autore del romanzo Burned), Gabriele Blandini (trombettista di Papa Chango, Skarlat, Cruska ed altre band salentine), Gabriele Donadei.<br />
L&#8217;innovativo progetto grafico è curato dallo studio Imagery di Flavio&#038;Frank e AmletoM.<br />
I temi affrontati spaziano dall&#8217;ambito prettamente artistico-culturale (la contaminazione tra pizzica, cultura salentina tradizionale e musica moderna, quale reggae, rock, jazz, ska, balcanica),  fino a temi d&#8217;attualità (le lotte degli artisti salentini contro il nucleare e gli ecomostri, il sostegno alla Lilt ed a Legambiente, la questione dell&#8217;immigrazione).<br />
Inoltre viene approfondito un argomento nuovo, sconosciuto ai più, quello del &#8220;modo&#8221; di produrre e vendere la musica salentina: in un mondo dominato da pochi giganti, nel Salento c&#8217;è gente che riesce a fare tutto &#8220;da sé&#8221;, impiegando lavoro, tempo e denaro proprio. Si pensi a progetti quali &#8220;Salento Showcase&#8221;, &#8220;Albania Hotel&#8221; o&#8221;Locomotive Jazz Festival&#8221;, solo per citarne alcuni.<br />
Il filo conduttore dell&#8217;opera è l&#8217;evoluzione della musica salentina, sia nei suoni, sia nei temi trattati, sia nel modo di intendere il &#8220;business musicale&#8221;.<br />
Ogni informazione sul libro la si trova su  www.myspace.com/ilritmoneltacco.
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads/1383/copertina.jpg">copertina.jpg (186 KB)</a></p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads/1383/copertina.jpg"><img src="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1383/copertina-98x100.jpg" alt="copertina.jpg (186 KB)" /></a></p>
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		<title>La Portatrice d&#8217;Acqua</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 05:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Pacimeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri per Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[                 Il titolo del racconto è  La portatrice d’acqua.
                 Questa prefazione è brevissima perché ritengo che deve essere il contenuto del libro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                 Il titolo del racconto è  La portatrice d’acqua.<br />
                 Questa prefazione è brevissima perché ritengo che deve essere il contenuto del libro, le emozioni che promana,  a presentare il libro stesso, senza la presunzione di spiegare ai lettori cosa devono capire, visto che ognuno vede i personaggi e la storia che legge per mezzo della propria immaginazione.<br />
                 In una mattina di primavera, arredata con la nebbia che proviene dal mare, nel caffè turco più antico del mediterraneo (ad eccezione ovviamente di quelli ubicati in Turchia)  che si trova nella Kasba Iasari di Tunisi, un caro amico mi ha raccontato la storia di sua moglie, alla quale naturalmente ho dato il nome fittizio di Fadìa, che è originaria del Darfur, una regione del Sudan grande quanto la Francia, ubicata a Nord/Est, al confine con il Ciad.<br />
              Con il suo permesso e quello della donna,  ho narrato dei fatti personali vissuti in quella porzione d’ Africa, per evidenziare quanto sia difficile la situazione delle donne sulle cui spalle è fondata la struttura sociale dei villaggi (e vi assicuro che la mia non è retorica considerato che sono proprio esse a procurare l’acqua, a coltivare i campi, a provvedere all’organizzazione della famiglia). Gli uomini  hanno nei riguardi delle loro compagne un atteggiamento duro che spesso trascende nella violenza, perché non vogliono che si affermino socialmente, sostituendoli con successo in quei campi dove essi hanno fallito.<br />
                 Questo racconto narra una storia nella storia e cioè del modo in cui le donne africane debbano combattere, non solo contro le milizie arabe che vengono inviate dal Governo del Sudan per sterminare i neri non musulmani, ma anche contro i loro mariti che sono arrivati addirittura ad unirsi con i nemici della loro Patria, pur di non riconoscere  il ruolo spetta ad esse.   </p>
<p>                 Per superare queste difficoltà, le donne si aggrappano fortemente ai loro sogni e fanno di tutto per realizzarli e  volare in alto (Non abbiamo mai pensato che una donna stanca e sudata possa coltivare degli ideali, vero ? ).<br />
                 Quando non ci riescono sono disposte anche a morire perché si sono stancate di essere solo degli animali da soma, sanno che la loro storia personale non verrà mai letta durante un telegiornale e non saliranno mai agli onori della cronaca, ma si trasformano lo stesso in valorose leonesse che decidono di non portare tutta la cacciagione ai leoni, ma di conservarne una parte e gestirla per il  benessere dei loro figli ai quali desiderano dare un futuro più bello,  come nel caso di  Fadìa, la nostra protagonista,  la cui famiglia ribellandosi agli usi locali,  è riuscita nell’intento di provocare una vera e propria secessione che ha formato un nuovo grande villaggio abitato esclusivamente da persone che condividono idee innovative, compresa quella che rifiuta l’infibulazione che impedisce alle donne di vivere pienamente la loro sessualità inibendo il piacere e l’orgasmo.<br />
                 Mi dispiace di non aver potuto usare la lingua araba o il dialetto berbero   per raccontare la vicenda, perché le sensazioni forti che la gente africana prova si possono meglio esprimere con gli idiomi locali i cui termini non hanno una vera e propria traduzione nelle lingue occidentali, ho cercato comunque di fare del mio meglio.<br />
                                                    Carlo Maria Vito Giuseppe PACIMEO   </p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1176/lpa completo.doc">lpa completo.doc (452 KB)</a></p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1176/DARFUR.doc">DARFUR.doc (442 KB)</a></p>
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		<title>Immota Manent</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 19:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rcmanca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Brevi cronache pubbliche e private della città di L&#8217;Aquila.
E’ passata la tempesta mediatica. Le forti emozioni delle prime ore cedono ora spazio al pensiero. E’ il tempo dell’agire. Il terremoto ha portato via vite, ha distrutto edifici. Il terremoto attenta allo spirito di intere comunità. Evocare questo spirito è presupposto per tornare a vivere. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brevi cronache pubbliche e private della città di L&#8217;Aquila.<br />
E’ passata la tempesta mediatica. Le forti emozioni delle prime ore cedono ora spazio al pensiero. E’ il tempo dell’agire. Il terremoto ha portato via vite, ha distrutto edifici. Il terremoto attenta allo spirito di intere comunità. Evocare questo spirito è presupposto per tornare a vivere. E’ lo scopo del libro, scritto da chi sente un intimo legame con la propria città. Un progetto, una terapia perché compassione e solidarietà possano evolvere in comprensione e fratellanza. Gli undici racconti, accompagnati da disegni di luoghi della città, raccolgono brevi cronache pubbliche e private della città di L’Aquila. Delle istantanee che, adattando il motto sullo stemma della città, rimangono immutabili, perché, se è impossibile dimenticare, diventa oggi doveroso ricordare: Immota Manent. Il libro è proposto su www.ilmiolibro.it al prezzo minimo di costo, senza profitti per l’autore, perché vuole essere un contributo immateriale alla ricostruzione dopo il sisma dello scorso aprile.
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1163/112491_copertina_anteprima.jpg">112491_copertina_anteprima.jpg (27 KB)</a></p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1163/112491_copertina_anteprima.jpg"><img src="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1163/112491_copertina_anteprima-100x76.jpg" alt="112491_copertina_anteprima.jpg (27 KB)" /></a></p>
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		<title>Alle Sett&#8217;Albe</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 09:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Centamore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sette è un numero particolarmente interessante da un punto di vista numerologico. Nel mio caso, tuttavia, pur avendo una serie di significati (che lascio volentieri al lettore di scoprire) rappresenta soprattutto il numero di racconti contenuti nel presente libro. Sette nuove storie, sette nuovi protagonisti alle prese con la complessità del cosmo.
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allesettalbe.doc (23 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sette è un numero particolarmente interessante da un punto di vista numerologico. Nel mio caso, tuttavia, pur avendo una serie di significati (che lascio volentieri al lettore di scoprire) rappresenta soprattutto il numero di racconti contenuti nel presente libro. Sette nuove storie, sette nuovi protagonisti alle prese con la complessità del cosmo.</p>
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<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1133/allesettalbe.jpg">allesettalbe.jpg (170 KB)</a></p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1133/allesettalbe.jpg"><img src="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1133/allesettalbe-58x100.jpg" alt="allesettalbe.jpg (170 KB)" /></a></p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1133/allesettalbe.doc">allesettalbe.doc (23 KB)</a></p>
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		<title>Vite Corsive</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 10:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Nundini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gialli, Noir, Horror]]></category>
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		<description><![CDATA[Non è solo un giallo dai riflessi noir, ma anche il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell’effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro. Mentre la rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è solo un giallo dai riflessi noir, ma anche il presagio di un mondo il cui passato presto svanirà nell’effimera vita di uno stile di comunicare senza più carta, senza più inchiostro. Mentre la rivoluzione digitale del secondo millennio ha ormai cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, trasformando quei caratteri tanto cari alle passate generazioni in geroglifici incomprensibili, la giovane ispettrice di polizia Loreta Assensi è alla ricerca della soluzione di un atipico caso di omicidio:atipico perché l’unico indizio è un’ingiallita lettera vergata a mano. La sensuale investigatrice dai capelli rossi sarà perciò costretta a chiedere aiuto ad un filografo per giungere alla risoluzione dell’enigma. La narrazione si snoda lungo un viaggio che da Riese Pio X porterà la poliziotta sino alle rive scaligere dell’Adige, passando dalle limacciose sponde del Riò Paranà ricostruendo una straordinaria storia d’emigrazione trasversale a ben tre generazioni.</p>
<p>Un’indagine serrata, un racconto dalla scrittura ricca e asciutta, da cui emerge il piglio giornalistico dell’autore, pubblicato dalla empolana Ibiskos Editrice Risolo (fondata nel 1984 da Antonietta Risolo, nipote di Amalia Popper). Un romanzo che “sdogana per la prima volta nel panorama dell’editoria non specializzata il neologismo filografia”. Ad affermarlo è proprio chi, pochi anni addietro, lo ha inventato il neologismo filografia: Casa Bolaffi, simbolo del collezionismo per antonomasia, importante casa d&#8217;aste ed editore specializzato che dedica ben due pagine del suo magazine &#8220;Il Collezionista&#8221;, in edicola nel mese di dicembre 20088, al romanzo Vite Corsive.</p>
<p>Sono, infatti, centottanta pagine di vite corsive quelle dell’universo umano che popola il romanzo di Nundini: investigatori balbuzienti con le parole così come con i sentimenti, assassini insospettabili, emigranti d’altri tempi che s’abbracciano, gioiscono, piangono. Nella loro grafia antica, quella che oggi abbiamo perduto, si trova l’unico indizio che porterà a risolvere un caso che, seguendo i tradizionali meccanismi consolatori della scrittura gialla, approderà ad un finale inaspettatamente noir.</p>
<p>L&#8217;autore<br />
Marco Nundini nasce a Reggio Emilia. Pubblicista da un decennio, ha lavorato con le maggiori riviste italiane di viaggi e turismo (Gente Viaggi, Panorama Travel, Qui Touring, Oasis, Traveller Condé Nast) firmando reportage da ogni angolo del pianeta. Per due anni ha coordinato l’area iniziative speciali del mensile Itinerari e luoghi. Nel 1999 ha ricevuto dal Presidente del Messico il premio giornalistico “Pluma de Plata”, quale autore del miglior reportage sul paese in lingua italiana. Oggi vive e scrive a Verona.
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<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads//1061/Presenta.gif">Presenta.gif (37 KB)</a></p>
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		<title>Il mio Brasile</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 15:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Caselli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura: critica storia]]></category>
		<category><![CDATA[Libri per Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il viaggio come iniziazione alla vera vita da adulti. Una vacanza che si trasforma in un’avventura di crescita. Ed il Brasile, questo grande e sconfinato paese, che ruota intorno alle esperienze di tre giovani uomini alle prese con un mondo diverso dalla solita vita di città.  
“Il mio Brasile” è l’appassionante diario di viaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio come iniziazione alla vera vita da adulti. Una vacanza che si trasforma in un’avventura di crescita. Ed il Brasile, questo grande e sconfinato paese, che ruota intorno alle esperienze di tre giovani uomini alle prese con un mondo diverso dalla solita vita di città.  </p>
<p>“Il mio Brasile” è l’appassionante diario di viaggio di un ragazzo, nato e cresciuto sotto le Due Torri, un libro utile sia per i ragazzi che si “sentono” grandi sia per i genitori che, spesso, dimenticano quanto sia importante il “viaggio iniziatico”.</p>
<p>Con la voglia di intraprendere il loro primo viaggio da “grandi”, ma senza avere troppo le idee chiare di cosa significhi esserlo, dopo una brutale rapina subita alla partenza, i ragazzi si ritrovano immersi nel caos rovente dell’inverno brasiliano. Giunti a destinazione, grazie ad un provvidenziale incontro, riscoprono uno spicchio di “casa”, che li aiuterà a ricominciare, e gli darà la forza per cavarsela fino all’ultimo giorno. </p>
<p>Raccontato in prima persona attraverso gli occhi dell’autore, la storia si evolve attraverso avventure e disavventure che porteranno il protagonista ad un punto di svolta nella sua vita, indefinito e incosciente come ciò che l’ha spinto a partire. Una riflessione su se stesso, sull’amicizia e sul futuro, cullato tra la calda ospitalità locale e le illusioni del piacere, miraggi di una terra che dietro alle apparenze, soffre.</p>
<p>Nella collana “Saranno Famosi”, la casa editrice fiorentina Sassoscritto presenta così ai lettori un diario di viaggio insolito, romanzato, che inevitabilmente lascerà il segno. Uno stralcio di vita vissuta che rivelerà ai lettori attraverso una narrazione fresca e diretta, come la vita a volte possa portare fuori strada e come l’amicizia, quella vera, sopravviva anche nei momenti più difficili. </p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads/2008/11/copertina-libro.jpg">copertina-libro.jpg (8 KB)</a></p>
<p><a href="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads/2008/11/copertina-libro.jpg"><img src="http://www.mybook.it/wp/wp-content/uploads/2008/11/copertina-libro-66x100.jpg" alt="copertina-libro (8 KB)" /></a></p>
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		<title>Spiagge libere</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 13:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Norda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni arpino]]></category>
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Racconta l&#8217;avventura di due ragazze inglesi che viaggiano attraverso Brasile, Bolivia, Perù, Cile, Paraguay e Argentina incontrando vari personaggi, realmente esistiti, che spiegano gli avvenimenti accaduti nei loro paesi dalla fine degli anni &#8216;50 in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il mio primo romanzo di genere viaggi, ma anche storia contemporanea,  iniziato durante un viaggio in Sud America nel 1998.<br />
Racconta l&#8217;avventura di due ragazze inglesi che viaggiano attraverso Brasile, Bolivia, Perù, Cile, Paraguay e Argentina incontrando vari personaggi, realmente esistiti, che spiegano gli avvenimenti accaduti nei loro paesi dalla fine degli anni &#8216;50 in poi.<br />
Mi hanno ispirato un libro di Giovanni Arpino che mi aveva molto impressionato da ragazzo &#8220;Mille e una Italia&#8221; e due ragazze inglesi, effettivamente conosciute in Amazonia e reincontrate casualmente in Cile, che viaggiavano da oltre un anno per l&#8217;America del Sud.</p>
<p>Per terminarlo ho impiegato 5 anni.<br />
Ne è valsa la pena? Non lo so.<br />
Non è stato pubblicato e non so se desidero davvero farlo.<br />
Grazie per avermi letto.<br />
Gliulio Norda.</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Astrologia ed Esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Casa e Cucina]]></category>
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