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L’anello che non tiene

Composta di cinque racconti brevi più un atto unico, e conclusa da una deliziosa e inquietante favola, questa raccolta propone al lettore una galleria di destini che si incrociano, nel momento decisivo del loro compiersi, con eventi esterni capaci di catalizzare la manifestazione di una crisi latente e di condurre necessariamente i personaggi alla scoperta ultima, irreversibile ed accecante, del senso della loro esistenza. Così avviene per l’olimpico ed epicureo professore e papirologo del racconto di apertura (L’anello che non tiene) o per il giovane prete appassionato fustigatore dei costumi (Il predicatore); così anche per l’insegnante di filosofia, solitario e patetico custode del fantasma della sua adolescenza (Il rendez-vous mancato); per il vulcanico ed egocentrico artista veneziano, smascherato dal suo tetro alter ego (Maschere di carnevale); e per la casalinga malmaritata che conclude con un atto di crudeltà, barattata per amore, la lunga e triste parabola del suo matrimonio fallito (Atto d’amore).
Scritti in uno stile limpido e levigato, costantemente modulato e sorretto da una ironia vigile e malinconica, questi racconti (riproposti in una seconda edizione riveduta) hanno segnato l’esordio narrativo di un autore già conosciuto come filologo classico e panflettista.

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Ritorno al Paese

23 September, 2009 / 1 Comment on Ritorno al Paese

Ritorno al Paese è il racconto rivissuto delle esperienze vitali di un fanciullo alla scoperta di un suo nuovo mondo, protetto dalle tragedie immani in atto nell’ ”altro” mondo, perciò non toccato dagli avvenimenti di guerra, di dolore, di paura, di persecuzione, di distruzione e disperazione che si succedono a volte solo a pochi chilometri di distanza o in lontanissime terre sconosciute, riferiti “a margine” con stile giornalistico.
Nel narrare prevale il gusto dolce di semplici vicende personali, talora commoventi, talaltra esilaranti, ripercorse sull’onda della memoria, vissute al Paese durante gli ultimi, cruciali anni della guerra.

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La nostra occasione

La nostra occasione è il titolo del primo racconto di questa antologia di racconti che sintetizza al meglio il cammino da scrittore nel cassetto a confronto con gli schemi dell’editoria e del suo scrivere. Sono storie che parlano d’amore e di fantasia, di sogni precari e di fiabe tragicomiche, tutte e dieci accomunate da personaggi alla ricerca di una personale occasione.

L’introduzione del libro è a cura di Valeria Vantaggi e Raffaella Serini, giornaliste Vanitiy Fair, e Alberto F. De Toni, preside facoltà di ingegneria dell’Univeristà di Udine.

Per l’esperienza di educatore con i bimbi Davide Nonino ha voluto che questa pubblicazione supportasse la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus devolvendo parte dei proventi (50 cent a copia acquistata) al progetto Scuole di strada, per aiutare i bimbi di Haiti.

I colori di Venere

Un universo interamente femminile quello che si racconta nelle sei storie che compongono I colori di Venere.
Come in un caleidoscopio dalle sfumature cangianti, le protagoniste mutano volto e anima, regalando al lettore realtà ed esperienze uniche, sapientemente dipinte in piccoli cammei di estrema sensibilità. Drammi, misteri, sentimenti e passioni che si intrecciano, formando ed esplorando quel microcosmo esclusivo e colorato che si cela dietro i volti delle donne.

Gianluca Mazzini (giornalista Mediaset)
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Sei racconti di una giovane scrittrice torinese oggi residente tra Liguria e Toscana. Ed è proprio la città natale che ritroviamo spesso non solo come location, ma soprattutto nell’ispirazione: sono i migliori infatti i racconti che hanno a che fare con il soprannaturale, con l’onirico e con una sorta di Aldilà che più che tenebroso sembra essere coscienza profonda collettiva.

Martina Rossella ( La Nazione e Resto del Carlino)

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SQUArci

23 March, 2009 / No Comments on SQUArci

Lo sguardo di un uomo qualunque che si addentra nei meandri della psiche umana, portandone allo scoperto le stranezze e le incongruenze che la caratterizzano.
I mali del XXI secolo, attraverso la concisione, l’ironia, e sottoforma di brevi racconti, divengono protagonisti assoluti di queste pagine di vita quotidiana, in cui la linea tra il reale e la fantasia si presenta sapientemente celata dal suo autore.
Presentazione a cura della Dott.ssa Valentina De Totero.

 

 

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Le tre età dell’amore

“Il viaggio verso la riconquista dell’Eden attraverso l’amore, nell’inesausto tentativo di rinascere nel mito dell’ermafrodito”
Tre atti per raccontare l’amore, la tensione continua verso un sentimento puro e inarrestabile, capace di distruggere, che spesso mostra il suo lato più oscuro, il suo tramutarsi in illusione, in sogni mancati che fanno a brandelli la poesia dell’infanzia, finché il fuoco della passione non si spegne sotto le ceneri del prosastico disincanto dell’età adulta.

 

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L’amore è una cassiera nell’ombra

Si scrive un libro per dimenticare la mancanza di una soluzione, o riscoprirla fra le righe di una liberazione. Liberazione dal tema più che da una singola iattura, delusione o anelito frustrato.

Il tema di questo libro, di questo scrivere è l’intimità, non intesa come pura aspirazione ad una fisicità negata, ma come ricerca dell’intimo sentire, risalire come un salmone nei labirinti sentimentali dell’uomo, in quelle virgole di emozione che spesso danno ragione ad una vita intera.

L’intimità è il dna della forma post-moderna della conoscenza. “O si è intimi o si resta soli”, come dice Donato Di Poce. E così è un gesto di intimità quello di scrivere sui muri messaggi strettamente personali, esternazioni verso una singola persona, delle quali si vuole mettere a conoscenza una città intera o un mondo intero. E’ ricerca di intimità massacrarsi in rapporti virtuali di cui tutti, e non solo gli hacker, gli sniffatori di emozioni altrui, abbiano a saperne. Internet è il grado più elevato finora raggiunto in termini di intimità, cercata, non subita, inseguita, per rompere l’atroce silenzio della solitudine. I cellulari, sono un altrettanto corposo invito all’intimità, gli sms, il che fai, dove stai, dove vai, ora.

Una volta l’intimità era custodita, celata, nascosta, condivisa in una fedeltà ante litteram di partecipazione sussurrata, a luci spente. Ora è volgarizzata, smembrata in miriadi di messaggi pubblici, elargita ad uno qualsiasi, purché si mostri un minimo accondiscendente verso l’altrui fregola di cambiare identità, sempre e comunque, e poter diventare star del proprio palcoscenico esclusivo, della propria storia unica, quasi sempre d’amore. Qualunque sia il background sentimentale e affettivo si sente il bisogno di una nuova storia, di un nuovo amore, per paura di essere seppelliti nell’anonimato dell’amore vero, quello che non ha bisogno di spot pubblicitari, quello che svolge a ritroso il cammino verso l’intimità, ma proprio per questo svela alla fine l’atroce solitudine dei segni e dei segnali.

Scrivere, spiattellare è, oltre che ludibrio della forma narrata, affabulata, cromaticamente spesa, un esercizio di esorcismo dell’intimità scoperta, per la riconquista della forma primigenia dell’amore vissuto, inteso, compreso, più che programmato in una scaletta televisiva che quota la fama dell’individuo inesistente. Il Virtuale è questo, credere nel sogno di plastica degli abili venditori di debiti, e non contattare una persona che dall’altro capo del mondo ha semplicemente bisogno di noi.

E che il Virtuale si risolva spesso in una amorevole bolla di sapone poco importa, bisogna capire, sviscerare, scomporre il mistero della ricerca spasmodica nel corpo globale di qualcosa che è, è stato, e sarà sempre tanto vicino a noi da farci lo sgambetto, e farci rovinare sul qui e sempre delle cose dette, quelle che non vanno ripetute, mai, pena l’angoscia dell’errore, vero deus ex machina che ci svia verso l’ombra dell’amore anziché verso la luce delle mani nelle mani.

Sergio Gabriele

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