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L’anello che non tiene

Composta di cinque racconti brevi più un atto unico, e conclusa da una deliziosa e inquietante favola, questa raccolta propone al lettore una galleria di destini che si incrociano, nel momento decisivo del loro compiersi, con eventi esterni capaci di catalizzare la manifestazione di una crisi latente e di condurre necessariamente i personaggi alla scoperta ultima, irreversibile ed accecante, del senso della loro esistenza. Così avviene per l’olimpico ed epicureo professore e papirologo del racconto di apertura (L’anello che non tiene) o per il giovane prete appassionato fustigatore dei costumi (Il predicatore); così anche per l’insegnante di filosofia, solitario e patetico custode del fantasma della sua adolescenza (Il rendez-vous mancato); per il vulcanico ed egocentrico artista veneziano, smascherato dal suo tetro alter ego (Maschere di carnevale); e per la casalinga malmaritata che conclude con un atto di crudeltà, barattata per amore, la lunga e triste parabola del suo matrimonio fallito (Atto d’amore).
Scritti in uno stile limpido e levigato, costantemente modulato e sorretto da una ironia vigile e malinconica, questi racconti (riproposti in una seconda edizione riveduta) hanno segnato l’esordio narrativo di un autore già conosciuto come filologo classico e panflettista.

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Profumo d’incenso

Titolo: “Profumo d’incenso”
Autore: Valentina Bellettini
Casa editrice: Giraldi Editore
Genere: Narrativa – Romanzo breve
Prezzo: 10 euro (disponibile su IBS.it)

Trama:
“Marta Franchini è una tredicenne un po’ confusa: deve affrontare l’esame di terza media, dovrà scegliere l’indirizzo superiore ed in questa che è l’età dei cambiamenti che condizionano l’esistenza, lei non sa nemmeno scegliere il tema d’esame, figuriamoci l’aspirazione della sua vita. Un giorno trova un depliant lasciato dalla sorella in partenza per l’Egitto; leggendo, s’interessa della storia d’amore fra la dea Iside ed il dio Osiride tanto che finisce col sognarli. Da quel momento, ogni volta che la ragazzza sogna, diventa Iside a tutti gli effetti: parla la lingua egizia, ha le fattezze della dea ed il suo aspetto, e quando s’accorgerà di provare anche dei sentimenti che prima di allora gli erano sconosciuti, la situazione si complicherà: chi è lei veramente? Marta o Iside? Un’avventura fantastica tra sogno e realtà, fantasia e logica.”

Presentazione:
La protagonista della storia, Marta, è una semplice studentessa delle scuole medie inferiori, alle prese con i problemi della quotidianità, almeno fino a quando un’inaspettata passione per l’Egitto si traduce nei suoi sogni notturni: Marta s'”incarna” nella dea egizia Iside, vivendo una serie di avventure nei suoi panni..
Il racconto è un continuo intreccio fra sogno e realtà (da Marta a Iside) dove incontri, emozioni, magia e sentimenti, porteranno la protagonista a non riconoscere più la sua vera identità.
La storia funge da cornice a quelle che sono le grandi tematiche dell’esistenza: l’indecisione sul cosa fare nella vita, il rapporto fra genitori e figli, la difficile integrazione nella società, la fede cristiana e le altre religioni, e tra le tante, si narra anche di nascita e di morte. A questo proposito, preciso che della leggenda ho volutamente aggirato alcuni particolari dal tono un po’ troppo forte (elementi comunque non fondamentali ai fini della storia) secondo me non adatti al pubblico giovane, ma non per questo ho escluso argomenti quali la maternità ed il sentimento di vendetta, poiché il tema centrale del mito è l’uccisione del dio Osiride, marito d’Iside.

I personaggi:
Marta, la protagonista, rappresenta l’adolescente sognatrice che non sa concretamente cosa vuole fare nella vita; Laura, è l’esatto contrario ed è colei che aiuta la sorellina fin dall’inizio (ma inconsapevolmente) a trovarsi un obiettivo; la madre Marinella rappresenta la ragione, è psicologa di professione ed il suo modo di pensare è continuamente in contrasto con quello della protagonista.
Mi sono poi permessa d’inventare una personalità specifica ad ogni divinità: Iside con la sua potenza mista all’insicurezza e ai pensieri di Marta;
il dio sciacallo Anubi e la sua benevolenza nonostante l’aspetto che incute timore; Osiride, che rappresenta la forza dell’amore e la fiducia nel futuro;
il dio falco Horus, figlio d’Iside ed Osiride, rappresentante anch’esso la forza dell’amore unita alla speranza.
Vista la natura della leggenda essenzialmente drammatica, ho sentito la necessità di alleggerire l’atmosfera, talvolta con l’ingenuità di Marta, ma soprattutto attraverso il grottesco dio Bes al quale ho affidato un ruolo comico.

Per ulteriori informazioni, visitare
http://valentinabellettini.spaces.live.com

Prefazione.doc (21 KB)

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