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Il grande libro dei misteri

Dalla mitica Atlantide al calendario Maya: i più sconvolgenti e dibattuti enigmi della storia umana in attesa di una soddisfacente soluzione.

I megaliti di Stonehenge, la Piramide di Giza, le linee di Nazca: che cosa volevano dirci gli antichi?

Rennes le Chateau e la Cappella Rosslyn: i Templari e il Santo Graal.

Da Tunguska agli odierni avvistamenti Ufo: misteriosi segnali dal cielo.

Fantasmi, telepatia, medianità ed esperienze di pre morte: la scienza si interroga sul paranormale.

Un viaggio lungo un sentiero nel quale si muovono non soltanto le teorie di confine ma anche le ipotesi scientifiche, in un serrato confronto dal quale si auspica possano un giorno nascere risposte certe. Un libro affascinante che permette al lettore di immergersi in una realtà parallela ma non per questo del tutto irreale, alla scoperta di luoghi, fatti, personaggi e storie spesso difficilmente reperibili nella letteratura del mistero.

IL GRANDE LIBRO DEI MISTERI
Roberto La Paglia
Prefazione di Paola Giovetti
Edizioni Xenia
316 pagine – 15 Euro
ISBN 9788872736890

La trilogia della civiltà

Introduzione di Raffaele Russo

Con vero piacere mi accingo a scrivere questa introduzione alla trilogia di Stefano Medici, autore bolognese che casualmente ho conosciuto sui siti Internet di Yourbooks e MyBook dove egli aveva presentato la sua prima opera “Il terrazzo dei nanetti”. L’occasione, nata da primi reciproci commenti sulle nostre produzioni letterarie presentate su quei siti, ci ha permesso poi di approfondirne la conoscenza attraverso lo scambio dei nostri libri, guidati dalla confidenza su un’ispirazione di base certamente comune, Come definirla? Forse un desiderio di restituire alla cornice della realtà e al quadro della vita quotidiana, spesso vissuto come obsoleto e dai più osservato distrattamente, il colore, la fantasia e la pregnanza simbolica che vi si racchiudono come dono prezioso per coloro che amano cercare e cogliere il senso che è nelle cose e nel contempo al di là delle cose stesse.

La lettura de “Il terrazzo dei nanetti” è stata una piacevole, prima esperienza che mi ha rivelato non solo l’estro creativo, ma anche lo spessore culturale e etico dell’Autore il cui senso ludico ed esplorativo dell’avventura, come metafora esistenziale, si presenta già nell’immagine di copertina della sua opera introduttiva, opportunamente chiarito anche nel testo della bandella interna al libro (“Per godere appieno la lettura di questo libro si consiglia di lasciare la mente libera di oltrepassare i propri confini razionali. Torniamo a credere alle favole, proviamo a sognare ad occhi aperti.”)
Così, quando l’Autore mi ha proposto di scrivere l’Introduzione all’intera trilogia nella sua nuova forma editoriale ho accolto volentieri il compito di leggere i volumi già pubblicati, oltre “Il terrazzo dei nanetti”, anche “El campo della pelota” e “Il mistero della pagoda del loto” e di trarne spunto
per alcune riflessioni di tipo introduttivo.

La trilogia dei nanetti nell’immediato si presenta in una veste tra lo scherzoso e l’avventuroso, facendo leva certamente sulla parte ludica, sul fanciullino interiore e su quel pizzico di fantasy che ognuno di noi, consapevolmente o meno, accoglie in sé. Tuttavia questa dimensione, sicuramente simpatica e genuina, non è tutto, ma propriamente una occasione introduttiva, una soglia su aspetti della nostra umanità, della storia di diverse culture, dell’ambiente e del mondo in cui viviamo che Stefano Medici descrive, documenta e commenta con grande competenza, saggezza e sensibilità.
I nanetti, dapprima incontrati dall’Autore – giusta metafora! – non in un mondo altro, ma esattamente sul terrazzo di casa, tra i vasi del glicine, dell’edera e dei gerani, come dire nella quotidianità, rappresentano le guide, gli accompagnatori simbolici, le sfaccettature e le risorse del Sé, ciò che ogni persona può rintracciare nella propria interiorità, se si rende disponibile all’avventura della ricerca di ciò che può dare senso, risposte e spessore al dono dell’esistenza.

Il mondo dei nanetti è un microcosmo nel quale si riflette e si delucida il macrocosmo della vita quotidiana e nel contempo uno stimolo per comprendere quanto sia insufficiente accontentarsi dell’aspetto fenomenico delle cose, senza coglierne gli spunti significanti, indirizzati verso ciò che sta oltre e che nella trilogia sono ben rappresentati da mappe, iscrizioni, tracce da interpretare.
Tale interpretazione, che l’Autore molto appropriatamente vede realizzata attraverso la decifrazione di simbologie e linguaggi dimenticati, consente non solo l’attraversamento della soglia critica, ma anche ciò che potremmo definire come illuminazione, insight e sviluppo della comprensione del Sé.
Tutto ciò viene realizzato nell’avventura della trilogia attraverso il viaggio, tema metaforico e rappresentativo dell’esistenza che qui assume implicite risonanze dantesche, nell’attraversamento di territori simbolici – veri inferni, purgatori e paradisi – e giungere finalmente alle altezze di una conclusione semplice, convinta e appassionata: ”Lottiamo tutti per salvare il pianeta” (Safe the planet).

Non posso che associarmi a tale invito, traendo dalla metafora dei nanetti un messaggio importante: oltre la soglia delle cose di tutti i giorni, quelle che spesso distrattamente abbiamo sotto gli occhi, riteniamo scontate e magari banali, si apre un universo infinito di occasioni per una migliore comprensione della nostra realtà esistenziale, del mondo in cui viviamo e delle preziose risorse che vanno riconosciute e tutelate.
Raffaele Russo

Raffaele Russo è nato a Faenza nel 1947 città dove tuttora vive con la famiglia. Presso lo stesso Editore Casanova – Faenza ha pubblicato “Chiese” (2005), itinerario allegorico e meditativo nella dimensione del Sacro, “Tra la Pietramora e Monte Mauro” (2007), dodici fiabe ambientate nello scenario di Faenza e dintorni, e “Una manciata di bristulini” (2008), ricordi della vacanze estive trascorse a Bellaria, Riviera Adriatica di Romagna, tra gli anni ’50 e ‘60.
Psicologo – psicoterapeuta ha svolto l’attività professionale per oltre un trentennio presso i Servizi Sociali e Sanitari dell’ambito territoriale faentino.
Sito web: http://www.raffaelerusso.it

TRILOGIA

la trilogia

Dialoghi con Monsignore

Le vicende di una famiglia, la storia dell’Italia negli ultimi secoli e l’esperienza del popolo siciliano rivissute attraverso i dialoghi tra un ragazzo e lo zio monsignore. Tanti, negli incontri con il sacerdote, gli argomenti affrontati dall’autore: il rapporto tra Stato e Chiesa, la fede, la democrazia, la corruzione, la criminalità, il distacco tra le istituzioni e la popolazione. Argomenti delicati e attuali nell’italia di allora così come in quella di oggi. La storia di un intero paese e l’eperienza personale, i ricordi di un ragazzo e il presente di uomo si intrecciano in un dialogo che coinvolge sempre più anche il lettore pagina dopo pagina.

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Il terrazzo dei nanetti. Extended version, va mò là

Mi chiamo Stefano Medici, sono un autore bolognese e volevo porre alla vostra attenzione il mio ultimo libro, episodio guida di una più articolata opera.
Il linguaggio mantiene la peculiarità della semplicità e scorrevolezza che lo avvicinano ad un’ampia fascia di lettori.
Il racconto e’ stato suddiviso in capitoli per agevolare la lettura.
In questo primo episodio il personaggio si ritroverà nella realtà di un mondo parallelo ambientato in un semplice terrazzo condominiale.
La natura e’ il vero filo conduttore di questo fantastico viaggio, riferimenti all’antica civiltà egizia elementi intriganti dell’opera.
Il protagonista verrà accompagnato da particolari personaggi rappresentanti delle varie identità della nostra società, affrontando temi e problematiche dei nostri tempi in maniera diretta ma leggera.
Incredibili creature trasformate dalla rivoluzione delle dimensioni animeranno la storia durante il cammino.

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Vita Post Mortem – le avventure di Riccardo Venier

Mi chiamo Matteo Buffa e sono uno scrittore esordiente.
Il mio romanzo è ambientato nella Venezia del 1570 e racconta le avventurose gesta di un nobile rampollo della famiglia Venier. La trama si snoda nel viaggio che questo ragazzo compie per affrontare una prova che lo dichiarerà capofamiglia, erede del patrimonio e dell’influenza politica familiare.

Il viaggio non è solo un movimento nello spazio che lo porterà prima a Padova, poi a Corfù ed infine a Cipro, ma, soprattutto, un viaggio iniziatico di conoscenza delle proprie capacità personali e di come il suo modo di essere uomo influenzi la sua leadership di nobile e politico veneziano.

Il giovane scopre le sue abilità e le responsabilità nei confronti di sé stesso e degli uomini che comanda. Le sensazioni e le vicende sono tutte incentrate sulla scoperta della propria posizione nella società e del proprio peso politico nei confronti di un’altra forza dominante in quel periodo: la Chiesa.
Il compagno di viaggio è un frate che legge l’intera vicenda con gli occhi della fede e questa contrapposizione tra potere politico e potere religioso darà al protagonista la possibilità di riflettere sulle vicende che affrontano, da diversi punti di vista.
Il misticismo cristiano dei primi secoli entra di prepotenza nella storia indicando una via per arrivare alla meta. Ma questa via, come spesso accade nella vita, ha varie sfaccettature e il potere che ne deriva può essere utilizzato per scopi pacifici o per accrescere il potere temporale. Una prospettiva troppo ghiotta per un nobile mercante dell’epoca.

Il 26 gennaio 1570, su ordine dello zio Sebastiano, il giovane Riccardo Venier si addentra tra le calli di Venezia per scassinare una cassetta delle denunce segrete usate dalla Serenissima per controllare la popolazione. Nella cassetta trova un biglietto che lo accusa proprio dell’effrazione appena commessa.
Riccardo si precipita a casa dello zio per ricevere spiegazioni o vendetta. Qui scopre che il biglietto era, in realtà, un messaggio segreto: attraverso l’inchiostro al limone fornisce indicazioni sulla presenza di un’importante reliquia legata a San Lazzaro.
Con questo messaggio comincia l’avventura del giovane Venier che parte per Padova alla ricerca di tutte le informazioni disponibili sulla reliquia, nelle biblioteche della basilica di Sant’Antonio e dell’università Patavina.

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