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Isole erranti

17 December, 2013 / 3 Comments on Isole erranti

Sono storie di isole. L’isola nell’isola, spazio immaginario nella dimensione fisica di un frammento di crosta terrestre circondato dalle acque. L’isola di pura spiritualità, che si eleva dal mondo materialistico per toccare l’invisibile, centro di pace interiore. L’isola di pietra che svetta in un deserto di sale, mare di solitudine spazzata dal vento, crogiolo di storie antiche come la terra. Ma c’è anche l’isola immaginaria, la storia che ogni travel writer decide di adottare, di fare sua, di trasformare in narrazione fatta di parole ed emozioni. Quelle che lo sovrastano al punto di non fargli più capire da dove viene e dove sta andando. Emozioni vere. Perché sono quelle che regalano gli incontri inattesi, i saluti di chi parte, gli abbracci di chi ritorna, le parole perdute nel vento. Anime che si toccano e che rendono un mondo fatto di incolmabili differenze più piccolo di quello che realmente è. Giusto perché ogni viaggio è diverso. Giusto perché nessun luogo è lontano.

Con uno stile a mezza via tra il giornalistico e quello narrativo, Isole erranti premia la voglia di viaggiare. Dal vero e con la mente. Un ritorno al suo mondo di travel writer quello che Marco Nundini ha deciso di fare con questo libro. Un ritorno attraverso sentieri reali e virtuali, incontri e saluti, personaggi e luoghi che davvero emozionano.

Acquistabile su Amazon e sui principali bookseller per l’etichetta indipendente ilFilografo. Disponibile anche in formato ebook per tutte le principali piattaforme ereader, tra queste Kindle, Kobo, Sony, ITunes. Maggiori informazioni all’indirizzo:
http://www.marconundini.it/MNNarrativaIsoleErranti.html

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Si potrebbe andare a Stoccolma

C’era una volta un italiano che viveva in Svezia al quale era scaduta l’assicurazione della macchina. Il meccanico svedese gli disse “Non puoi andare in giro con la macchina se l’assicurazione è scaduta” L’italiano rispose: “Ok, ma ammettiamo che io vado in giro ugualmente con l’assicurazione scaduta…se mi fermano, cosa mi fanno?”. Lo svedese guardò l’italiano come se venisse da Marte e, dopo una leggera esitazione, rispose: “No…non puoi andare in giro con la macchina se l’assicurazione è scaduta!”. L’italiano, innervosito, disse: “Ok, ma questo l’ho capito! Ma se invece io giro con la macchina e mi ferma la polizia che succede? Mi fanno la multa? Mi arrestano?”. Lo svedese, sempre più sbalordito, lo guardò e, dopo una breve pausa disse ancora una volta: “No, ma se non puoi andare in giro, non è possibile che ti fermino!”

Perchè una guida su Stoccolma? Perché una guida ufficiale queste cose non le spiegherebbe mai !

A volte Stoccolma può sembrare una città assurda, e le distanze culturali tra italiani e svedesi sono un tema costante di chi, da italiano, vive in Svezia. Eppure, questa città ai confini del mondo entra nel cuore di tanti italiani. Io credo sia una città magica. Solo in una città magica infatti è possibile camminare in inverno lì dove in estate si nuota, e solo in una città magica si può sentire il calore nel petto quando fuori ci sono venti gradi sottozero.

Questo libro rappresenta un gesto d’amore e riconoscenza verso Stoccolma. Non è una guida ufficiale, ma un racconto della capitale della Scandinavia attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta in prima persona, come un mondo nuovo da scoprire. Puoi trovare Stoccolma nei lunghi inverni freddi e senza luci e nelle estati dai mille colori e dalle notti senza fine. La ritrovi nella puntualità della metropolitana e nelle sere scatenate della movida di Södermalm. La trovi nei palazzi futuristici di Sergels Torg e nelle casette degli antichi mestieri di Skansen. E la trovi in un gruppo di amici italiani che lì hanno trovato una nuova casa. Questo libro è rivolto a chi vuole visitare Stoccolma non da turista, ma come un viaggiatore che vuole andare oltre l’apparenza e conoscere la città attraverso le abitudini, i ritmi e i gesti della gente che la abita e la rende unica. Per chi ancora crede che un viaggio sia un’occasione per crescere e, talvolta, per cambiare vita.

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La trilogia della civiltà

Introduzione di Raffaele Russo

Con vero piacere mi accingo a scrivere questa introduzione alla trilogia di Stefano Medici, autore bolognese che casualmente ho conosciuto sui siti Internet di Yourbooks e MyBook dove egli aveva presentato la sua prima opera “Il terrazzo dei nanetti”. L’occasione, nata da primi reciproci commenti sulle nostre produzioni letterarie presentate su quei siti, ci ha permesso poi di approfondirne la conoscenza attraverso lo scambio dei nostri libri, guidati dalla confidenza su un’ispirazione di base certamente comune, Come definirla? Forse un desiderio di restituire alla cornice della realtà e al quadro della vita quotidiana, spesso vissuto come obsoleto e dai più osservato distrattamente, il colore, la fantasia e la pregnanza simbolica che vi si racchiudono come dono prezioso per coloro che amano cercare e cogliere il senso che è nelle cose e nel contempo al di là delle cose stesse.

La lettura de “Il terrazzo dei nanetti” è stata una piacevole, prima esperienza che mi ha rivelato non solo l’estro creativo, ma anche lo spessore culturale e etico dell’Autore il cui senso ludico ed esplorativo dell’avventura, come metafora esistenziale, si presenta già nell’immagine di copertina della sua opera introduttiva, opportunamente chiarito anche nel testo della bandella interna al libro (“Per godere appieno la lettura di questo libro si consiglia di lasciare la mente libera di oltrepassare i propri confini razionali. Torniamo a credere alle favole, proviamo a sognare ad occhi aperti.”)
Così, quando l’Autore mi ha proposto di scrivere l’Introduzione all’intera trilogia nella sua nuova forma editoriale ho accolto volentieri il compito di leggere i volumi già pubblicati, oltre “Il terrazzo dei nanetti”, anche “El campo della pelota” e “Il mistero della pagoda del loto” e di trarne spunto
per alcune riflessioni di tipo introduttivo.

La trilogia dei nanetti nell’immediato si presenta in una veste tra lo scherzoso e l’avventuroso, facendo leva certamente sulla parte ludica, sul fanciullino interiore e su quel pizzico di fantasy che ognuno di noi, consapevolmente o meno, accoglie in sé. Tuttavia questa dimensione, sicuramente simpatica e genuina, non è tutto, ma propriamente una occasione introduttiva, una soglia su aspetti della nostra umanità, della storia di diverse culture, dell’ambiente e del mondo in cui viviamo che Stefano Medici descrive, documenta e commenta con grande competenza, saggezza e sensibilità.
I nanetti, dapprima incontrati dall’Autore – giusta metafora! – non in un mondo altro, ma esattamente sul terrazzo di casa, tra i vasi del glicine, dell’edera e dei gerani, come dire nella quotidianità, rappresentano le guide, gli accompagnatori simbolici, le sfaccettature e le risorse del Sé, ciò che ogni persona può rintracciare nella propria interiorità, se si rende disponibile all’avventura della ricerca di ciò che può dare senso, risposte e spessore al dono dell’esistenza.

Il mondo dei nanetti è un microcosmo nel quale si riflette e si delucida il macrocosmo della vita quotidiana e nel contempo uno stimolo per comprendere quanto sia insufficiente accontentarsi dell’aspetto fenomenico delle cose, senza coglierne gli spunti significanti, indirizzati verso ciò che sta oltre e che nella trilogia sono ben rappresentati da mappe, iscrizioni, tracce da interpretare.
Tale interpretazione, che l’Autore molto appropriatamente vede realizzata attraverso la decifrazione di simbologie e linguaggi dimenticati, consente non solo l’attraversamento della soglia critica, ma anche ciò che potremmo definire come illuminazione, insight e sviluppo della comprensione del Sé.
Tutto ciò viene realizzato nell’avventura della trilogia attraverso il viaggio, tema metaforico e rappresentativo dell’esistenza che qui assume implicite risonanze dantesche, nell’attraversamento di territori simbolici – veri inferni, purgatori e paradisi – e giungere finalmente alle altezze di una conclusione semplice, convinta e appassionata: ”Lottiamo tutti per salvare il pianeta” (Safe the planet).

Non posso che associarmi a tale invito, traendo dalla metafora dei nanetti un messaggio importante: oltre la soglia delle cose di tutti i giorni, quelle che spesso distrattamente abbiamo sotto gli occhi, riteniamo scontate e magari banali, si apre un universo infinito di occasioni per una migliore comprensione della nostra realtà esistenziale, del mondo in cui viviamo e delle preziose risorse che vanno riconosciute e tutelate.
Raffaele Russo

Raffaele Russo è nato a Faenza nel 1947 città dove tuttora vive con la famiglia. Presso lo stesso Editore Casanova – Faenza ha pubblicato “Chiese” (2005), itinerario allegorico e meditativo nella dimensione del Sacro, “Tra la Pietramora e Monte Mauro” (2007), dodici fiabe ambientate nello scenario di Faenza e dintorni, e “Una manciata di bristulini” (2008), ricordi della vacanze estive trascorse a Bellaria, Riviera Adriatica di Romagna, tra gli anni ’50 e ‘60.
Psicologo – psicoterapeuta ha svolto l’attività professionale per oltre un trentennio presso i Servizi Sociali e Sanitari dell’ambito territoriale faentino.
Sito web: http://www.raffaelerusso.it

TRILOGIA

la trilogia

Profumo d’incenso

Titolo: “Profumo d’incenso”
Autore: Valentina Bellettini
Casa editrice: Giraldi Editore
Genere: Narrativa – Romanzo breve
Prezzo: 10 euro (disponibile su IBS.it)

Trama:
“Marta Franchini è una tredicenne un po’ confusa: deve affrontare l’esame di terza media, dovrà scegliere l’indirizzo superiore ed in questa che è l’età dei cambiamenti che condizionano l’esistenza, lei non sa nemmeno scegliere il tema d’esame, figuriamoci l’aspirazione della sua vita. Un giorno trova un depliant lasciato dalla sorella in partenza per l’Egitto; leggendo, s’interessa della storia d’amore fra la dea Iside ed il dio Osiride tanto che finisce col sognarli. Da quel momento, ogni volta che la ragazzza sogna, diventa Iside a tutti gli effetti: parla la lingua egizia, ha le fattezze della dea ed il suo aspetto, e quando s’accorgerà di provare anche dei sentimenti che prima di allora gli erano sconosciuti, la situazione si complicherà: chi è lei veramente? Marta o Iside? Un’avventura fantastica tra sogno e realtà, fantasia e logica.”

Presentazione:
La protagonista della storia, Marta, è una semplice studentessa delle scuole medie inferiori, alle prese con i problemi della quotidianità, almeno fino a quando un’inaspettata passione per l’Egitto si traduce nei suoi sogni notturni: Marta s'”incarna” nella dea egizia Iside, vivendo una serie di avventure nei suoi panni..
Il racconto è un continuo intreccio fra sogno e realtà (da Marta a Iside) dove incontri, emozioni, magia e sentimenti, porteranno la protagonista a non riconoscere più la sua vera identità.
La storia funge da cornice a quelle che sono le grandi tematiche dell’esistenza: l’indecisione sul cosa fare nella vita, il rapporto fra genitori e figli, la difficile integrazione nella società, la fede cristiana e le altre religioni, e tra le tante, si narra anche di nascita e di morte. A questo proposito, preciso che della leggenda ho volutamente aggirato alcuni particolari dal tono un po’ troppo forte (elementi comunque non fondamentali ai fini della storia) secondo me non adatti al pubblico giovane, ma non per questo ho escluso argomenti quali la maternità ed il sentimento di vendetta, poiché il tema centrale del mito è l’uccisione del dio Osiride, marito d’Iside.

I personaggi:
Marta, la protagonista, rappresenta l’adolescente sognatrice che non sa concretamente cosa vuole fare nella vita; Laura, è l’esatto contrario ed è colei che aiuta la sorellina fin dall’inizio (ma inconsapevolmente) a trovarsi un obiettivo; la madre Marinella rappresenta la ragione, è psicologa di professione ed il suo modo di pensare è continuamente in contrasto con quello della protagonista.
Mi sono poi permessa d’inventare una personalità specifica ad ogni divinità: Iside con la sua potenza mista all’insicurezza e ai pensieri di Marta;
il dio sciacallo Anubi e la sua benevolenza nonostante l’aspetto che incute timore; Osiride, che rappresenta la forza dell’amore e la fiducia nel futuro;
il dio falco Horus, figlio d’Iside ed Osiride, rappresentante anch’esso la forza dell’amore unita alla speranza.
Vista la natura della leggenda essenzialmente drammatica, ho sentito la necessità di alleggerire l’atmosfera, talvolta con l’ingenuità di Marta, ma soprattutto attraverso il grottesco dio Bes al quale ho affidato un ruolo comico.

Per ulteriori informazioni, visitare
http://valentinabellettini.spaces.live.com

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Mondo Parallelo

19 February, 2009 / No Comments on Mondo Parallelo

Mondo Parallelo nasce da fantastici viaggi, da luoghi lontani, da forti emozioni, da infiniti colori, da tutto ciò che ognuno ha saputo rappresentare in questa missione.

Parlare di missione è solo l’inizio o forse è solo l’arrivo da un luogo lontano, da un posto dove neanche l’immaginazione può arrivare.

Ogni tratto di quest’opera è rappresentata dal suo sogno e dal suo colore, dalle sfumature più illuminanti alle ombrosità di ogni personaggio, che si trova in maniera alquanto strana da incontrarsi con gli altri personaggi e a vivere in un unico puntino di quest’universo così grande.

Charles, il protagonista, un tipo alquanto bizzarro e molto sognatore vede la propria vita cambiare di colpo ma neanche se ne rende conto e viaggia per quel mondo che si apre all’istante dinnanzi a sè alla ricerca della perfetta magia, catapultando il lettore in una nuova visione del mondo e della sua concezione.

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Il terrazzo dei nanetti. Extended version, va mò là

Mi chiamo Stefano Medici, sono un autore bolognese e volevo porre alla vostra attenzione il mio ultimo libro, episodio guida di una più articolata opera.
Il linguaggio mantiene la peculiarità della semplicità e scorrevolezza che lo avvicinano ad un’ampia fascia di lettori.
Il racconto e’ stato suddiviso in capitoli per agevolare la lettura.
In questo primo episodio il personaggio si ritroverà nella realtà di un mondo parallelo ambientato in un semplice terrazzo condominiale.
La natura e’ il vero filo conduttore di questo fantastico viaggio, riferimenti all’antica civiltà egizia elementi intriganti dell’opera.
Il protagonista verrà accompagnato da particolari personaggi rappresentanti delle varie identità della nostra società, affrontando temi e problematiche dei nostri tempi in maniera diretta ma leggera.
Incredibili creature trasformate dalla rivoluzione delle dimensioni animeranno la storia durante il cammino.

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Il miliardario pezzente

Mai avrei pensato di dedicarmi un giorno alla scrittura, tranne che per la corrispondenza o per questioni legate alla mia professione.
Ad un certo punto, invece, mi sono ritrovato fra tanti fogli pieni di appunti, idee e qualche penna esaurita e da lì ha cominciato a prendere forma nella mia mente l’idea di scrivere un libro.
Per il fatto di aver adoperato tanto inchiostro mi piace definirmi “ l’operaio amico della penna ”…
Ringrazio coloro i quali, inconsapevolmente, hanno contribuito a rendere possibile la stesura di molti fatti che ho narrato e a far rivivere atmosfere un po’ dimenticate..
Grazie a Rossana che, con il suo assiduo impegno nella correzione delle bozze, ha trasformato quello che all’inizio sembrava un passatempo in un vero e proprio lavoro,svolto con tanta dedizione.
La ringrazio anche per avermi “sopportato”.

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Il mio Brasile

1 November, 2008 / No Comments on Il mio Brasile

Il viaggio come iniziazione alla vera vita da adulti. Una vacanza che si trasforma in un’avventura di crescita. Ed il Brasile, questo grande e sconfinato paese, che ruota intorno alle esperienze di tre giovani uomini alle prese con un mondo diverso dalla solita vita di città.

“Il mio Brasile” è l’appassionante diario di viaggio di un ragazzo, nato e cresciuto sotto le Due Torri, un libro utile sia per i ragazzi che si “sentono” grandi sia per i genitori che, spesso, dimenticano quanto sia importante il “viaggio iniziatico”.

Con la voglia di intraprendere il loro primo viaggio da “grandi”, ma senza avere troppo le idee chiare di cosa significhi esserlo, dopo una brutale rapina subita alla partenza, i ragazzi si ritrovano immersi nel caos rovente dell’inverno brasiliano. Giunti a destinazione, grazie ad un provvidenziale incontro, riscoprono uno spicchio di “casa”, che li aiuterà a ricominciare, e gli darà la forza per cavarsela fino all’ultimo giorno.

Raccontato in prima persona attraverso gli occhi dell’autore, la storia si evolve attraverso avventure e disavventure che porteranno il protagonista ad un punto di svolta nella sua vita, indefinito e incosciente come ciò che l’ha spinto a partire. Una riflessione su se stesso, sull’amicizia e sul futuro, cullato tra la calda ospitalità locale e le illusioni del piacere, miraggi di una terra che dietro alle apparenze, soffre.

Nella collana “Saranno Famosi”, la casa editrice fiorentina Sassoscritto presenta così ai lettori un diario di viaggio insolito, romanzato, che inevitabilmente lascerà il segno. Uno stralcio di vita vissuta che rivelerà ai lettori attraverso una narrazione fresca e diretta, come la vita a volte possa portare fuori strada e come l’amicizia, quella vera, sopravviva anche nei momenti più difficili.

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Spiagge libere

11 October, 2008 / No Comments on Spiagge libere

E’ il mio primo romanzo di genere viaggi, ma anche storia contemporanea,  iniziato durante un viaggio in Sud America nel 1998.
Racconta l’avventura di due ragazze inglesi che viaggiano attraverso Brasile, Bolivia, Perù, Cile, Paraguay e Argentina incontrando vari personaggi, realmente esistiti, che spiegano gli avvenimenti accaduti nei loro paesi dalla fine degli anni ’50 in poi.
Mi hanno ispirato un libro di Giovanni Arpino che mi aveva molto impressionato da ragazzo “Mille e una Italia” e due ragazze inglesi, effettivamente conosciute in Amazonia e reincontrate casualmente in Cile, che viaggiavano da oltre un anno per l’America del Sud.

Per terminarlo ho impiegato 5 anni.
Ne è valsa la pena? Non lo so.
Non è stato pubblicato e non so se desidero davvero farlo.
Grazie per avermi letto.
Gliulio Norda.

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