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Isole erranti

17 December, 2013 / 3 Comments on Isole erranti

Sono storie di isole. L’isola nell’isola, spazio immaginario nella dimensione fisica di un frammento di crosta terrestre circondato dalle acque. L’isola di pura spiritualità, che si eleva dal mondo materialistico per toccare l’invisibile, centro di pace interiore. L’isola di pietra che svetta in un deserto di sale, mare di solitudine spazzata dal vento, crogiolo di storie antiche come la terra. Ma c’è anche l’isola immaginaria, la storia che ogni travel writer decide di adottare, di fare sua, di trasformare in narrazione fatta di parole ed emozioni. Quelle che lo sovrastano al punto di non fargli più capire da dove viene e dove sta andando. Emozioni vere. Perché sono quelle che regalano gli incontri inattesi, i saluti di chi parte, gli abbracci di chi ritorna, le parole perdute nel vento. Anime che si toccano e che rendono un mondo fatto di incolmabili differenze più piccolo di quello che realmente è. Giusto perché ogni viaggio è diverso. Giusto perché nessun luogo è lontano.

Con uno stile a mezza via tra il giornalistico e quello narrativo, Isole erranti premia la voglia di viaggiare. Dal vero e con la mente. Un ritorno al suo mondo di travel writer quello che Marco Nundini ha deciso di fare con questo libro. Un ritorno attraverso sentieri reali e virtuali, incontri e saluti, personaggi e luoghi che davvero emozionano.

Acquistabile su Amazon e sui principali bookseller per l’etichetta indipendente ilFilografo. Disponibile anche in formato ebook per tutte le principali piattaforme ereader, tra queste Kindle, Kobo, Sony, ITunes. Maggiori informazioni all’indirizzo:
http://www.marconundini.it/MNNarrativaIsoleErranti.html

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Viaggio IN-Giappone liò

A PRESENTAZIONE DELL’AUTORE

Un Viaggio tra illusione e Realtà, dove tutto si incastra come in un puzzle, che è il gioco della Vita.
Tornando da un viaggio fatto in un altro paese, ci restano emozioni, esperienze nuove, comprensioni, intuizioni; tutto accade perché la mente si trova davanti a situazioni nuove e solo in quei momenti accadono le cose più belle.
Dopo aver viaggiato per un decennio in gran parte del Mondo, come Australia, Nuova Zelanda, India, Nepal, Tibet, Cina, Argentina, Malesia, Europa, Cile, Brasile, Perù, Bolivia, Equador, Colombia, Venezuela e, come ultimo viaggio in Giappone nel 2011, facendomi ospitare come wwoofer ( volontario in aziende agricole biologiche in cambio di vitto e alloggio).
Ho sentito dal mio cuore di voler condividere cosa accadeva durante questi viaggi. Ho scritto un diario di appunti durante il viaggio di circa tre mesi in Giappone, che poi è diventato un libro dal titolo; Liò Viaggio IN-Giappone, dove la grafia IN sta a INTERIORE e Liò è il nome d’arte. Quando mi chiamavano i bambini giapponesi Leo, con la loro pronuncia usciva Liò.
Uno dei motivi principali che mi ha spinto a viaggiare tanto, è quello di imparare la fiducia e il lasciarsi andare al flusso della vita, oltre al piacere di conoscere posti nuovi e culture differenti. Per cui il viaggio era senza un programma ne pianificazione.
Durante un viaggio in un altro paese tutto viene scombussolato, abitudini, credenze, convinzioni e condizionamenti, in poche parole la mente va in tilt.
Si possono notare in modo chiaro e anche divertente, i meccanismi e condizionamenti di cui si è prigionieri. Come dice Arcangelo Miranda nel suo libro IO SONO ME (il libro sui 7 Specchi Esseni delle emozioni): “Siamo schiavi delle emozioni ripetute”. Questo modo di viaggiare, ti da la possibilità di rompere alcuni schemi ed espandere la visione della vita, ma molto spesso si riesce a vedere solo ciò che la mente conosce e non si riescono ad accettare altri stili e modi di vivere.
Alcune cose che mi hanno colpito di questo viaggio in Giappone.
Un giorno viaggiavo con un amico in macchina e avevo notato che non c’erano i cartelli dello STOP per cui gli chiesi come mai non ci sono i cartelli. Lui mi rispose: a cosa servono? C’è un incrocio ed è normale che ti devi fermare! La mia mente incredula e convinta che i cartelli dello STOP si usassero in tutto il Mondo: in un incrocio è normale che ti devi fermare!
Un paese pieno di contraddizioni, mantenendo le tradizione e al tempo stesso aperti al nuovo.
La cosa che mi ha colpito di questo popolo è la gentilezza e la professionalità in tutto quello che fanno; quando lavorano lo fanno quasi con devozione e lo concludono nei migliore dei modi e non come in Italia che si inizia a fare un lavoro e poi si dice: tanto c’è qualcun altro che lo aggiusterà o lo finirà per me!
Quando ero ospite in una azienda vicino Fukuoka ho visto che la padrona dell’azienda a fine giornata di lavoro ha salutato e ringraziato con un inchino l’operaia! Cosa per me da altro mondo.
Un’altra curiosità è stata vedere la gente fare sempre lunghe file; per un ristorante, per comprare un dolce, per comprare un oggetto tecnologico. Ho scoperto che fare le file per loro è un buon esercizio per praticare la pazienza. Infatti uno dei proverbi famoso giapponese è: Il bel tempo arriva a colui che sa attendere.
In questo diario di Viaggio ho voluto raccontare e condividere un modo di conoscere il mondo esteriore e interiore divertendomi. Il viaggio è stato senza un programma e pianificazione, dove si sperimenta la bellezza dell’ignoto e dell’inevitabile, come nel film INTERSTATE 60 nella scena del “Vediamo ciò che ci aspettiamo di vedere.”:
base

Sperimentare la fiducia quando ci si trova in un posto di cui si conosce niente della cultura e della lingua. Durante la lettura del libro si può avvertire quel senso di fiducia nella vita e con il cercare di godermi tutto quello che mi arrivava in modo spontaneo e naturale, con la sensazione che tutto si incastrava come un puzzle.
Diceva Osho: “Se vuoi imparare una cosa nella vita, impara la fiducia non serve altro”.
Questa è la frase che è scritta sulla quarta del libro e, descrive molto bene il senso del libro: “Il viaggio sembra prendere forma, senza un programma e senza pianificazioni. Il viaggio si crea viaggiando, cosi dovrebbe essere la vita senza programmi, osservare e godersi come la vita prende forma momento per momento, dove niente è scritto e cosa accadrà. Qualunque cosa accada fa parte del viaggio!”
Quando si viaggia in un paese diverso da dove si è vissuti per lungo tempo, tutto viene scombussolato; abitudini, regole, condizionamenti, pregiudizi. Nonostante tutto questo gran movimento di emozioni, ho cercato di stare presente e distaccato. Ecco, questo è il messaggio nel libro: la PRESENZA.
LA NOSTRA RECENSIONE

Il piacere di conoscere Cina, Australia, Patagonia, Giappone, Canada, India e tutti gli altri paesi del mondo: vuoi girare il mondo senza spendere una lira? Vuoi conoscere altri popoli essendo loro ospite? Conosci il WWOOF? Questa è la sigla che raccoglie migliaia di aziende biologiche (organic) nei cinque continenti, un’organizzazione mondiale di scambio cultrale grazie alla formula: lavoro per ospitalità.

Con l’iscrizione al WWOOF divieni, a pieno titolo, un gradito ospite di migliaia di aziende agricole che puoi visitare ed essere ospitato anche per mesi GRATUITAMENTE in cambio di poche ore di collaborazione aziendale al giorno.

Lo scopo del WWOOF è sopratutto far conoscere l’agricoltura biologica grazie alla conoscenza di tecniche e sistemi differenti propri di specifiche aree del pianeta.

Leonardo Romanelli sono anni che gira il mondo in quanto membro WWOOF e conosce le culture più varie, ospite di aziende in cui l’amore del biologico è pari alla loro ospitalità: le aziende WWOOF ti attendono!!! Leonardo Romanelli, in arte Liò, il 19 gennaio del 2011 parte per un lungo viaggio WWOOF in Giappone con l’idea di scrivere un diario di viaggio che sarebbe potuto divenire un libro.

organizzazione wwoof

Viaggio IN-Giappone è un viaggio esteriore vissuto anche “dentro”: scritto in condizione meditativa questo è un libro così incredibile che, mentre leggerete, vi sentirete esattamente lì, come foste voi a fare quell’esperienza. Leonardo vi trasmetterà la voglia di aggregarvi alla grande famiglia WWOOF, almeno per fare una prima esperienza che, vi assicura, continuerà per tanti anni. WWOOF non è un lavoro, è una vacanza Magica, davvero indimenticabile.

Nel libro l’autore Leonardo mette a disposizione il suo indirizzo mail per fornire tutte le informazioni a chiunque le chiedesse.

Questo testo si legge da più punti di vista contemporaneamente: mentre leggerete delle tappe, vi sentirete dentro e poi proverete la sorpresa dell’incognita della prossima tappa e dei nuovi amici che conoscerete, sì, perché vi sembrerà di parlare direttamente con loro.
Il libro offre uno spaccato di una vacanza WWOOF vissuta principalmente nelle terre rurali del Giappone.
“Il viaggio sembra prendere forma, senza un programma e pianificazioni. Il viaggio si crea viaggiando, cosi dovrebbe essere la vita senza programmi, osservare e godersi come la vita prende forma momento per momento, dove niente è scritto e cosa accadrà. Qualunque cosa accada fa parte del viaggio!”
L’idea si è avverata e nel libro Liò descrive tutte le sue sensazioni e le sue vicende in un fantastico panorama e con un senso letterario che ti fa stare lì con lui mentre leggi.
Quando ci fu l’incidente di Fukushima relativo allo tsunami, Liò era in Giappone, seppur a notevole distanza.
Da un viaggio in Giappone questa esperienza lo ha colpito così profondamente che è divenuto un Viaggio IN-Giappone
base

Anche in eBook

eBook

lo trovi QUI

Leonardo Romanelli ha scelto di usare il nome di Liò che è quello che i giapponesi usavano per chiamarlo.
Questo libro è un diario di appunti del viaggio WWOOF in Giappone.
Leonardo, che ha vissuto intensamente l’esperienza, ha scelto la grafica di IN-Giappone per sottolinearne l’intensità interiore. Il primo dei nostri scrittori della collana Nuovi Autori; auguriamo tanta fortuna a Liò.

Cercando il cielo

“C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima”. Così diceva a ragion veduta Victor Hugo, conscio nel profondo che la meta d’ogni viaggio spirituale è la scoperta di noi stessi, senza la quale che senso potremmo mai dare alla vita? Ogni genere di sentimento e d’emozione traspare nei versi di Cercando il cielo, in un graduale avvicinamento a tale scoperta che fa del libro un viaggio nell’anima oltre che nella poesia.

Pensieri alla deriva

Pensieri alla deriva è la poesia d’un viaggio: non un viaggio reale, ma un viaggio dell’anima e nell’anima che racconta di sensazioni sconosciute, di gioie e di paure enormi.
Metafora del cambiamento e motivo di crescita interiore, è il viaggio come la vita: spesso ci spaventa, altre volte ci ricolma di sorrisi.
Composto di cinquanta poesie, ha una struttura interna complessa: suddiviso in sette gruppi (essendo sette il numero indicante la perfezione e l’equilibro fra natura divina e umana) di sette poesie ciascuno (sette volte sette, con chiari echi evangelici) e ciascuno con un incipit prosastico a sottolineare il tema del viaggio, conterebbe dunque quarantanove poesie, non cinquanta. La prima però, che ha il medesimo titolo dell’opera, fa raggiungere alla stessa il numero cinquanta, evocativo dell’azione dello spirito pentacostale, spirito ispiratore del poeta. Quest’ultima poesia, suddivisa in sette quartine, richiama le sette parti del testo e si propone come una summa dell’opera tutta.
Infine l’ultima parte dell’opera, dove palese è la dedica a Barbara Riva, musa e compagna d’una vita.

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Alle Sett’Albe

Sette è un numero particolarmente interessante da un punto di vista numerologico. Nel mio caso, tuttavia, pur avendo una serie di significati (che lascio volentieri al lettore di scoprire) rappresenta soprattutto il numero di racconti contenuti nel presente libro. Sette nuove storie, sette nuovi protagonisti alle prese con la complessità del cosmo.

 

 

 

 

 

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