Burned

By Mauro Cardinale
19 October, 2008
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La Giamaica, il potere della musica, le guerre tra badman, la fede in Jah.
Tutto questo è BURNED
Ricky è un giovane avvocato e quando viene spedito in Giamaica per scovare un nuovo talento della musica reggae, non immagina che l’incontro col talentuoso Derrick, un rudeboy, lo condurrà alla scoperta di un mondo che è anche un microcosmo di vita.
In un’ambientazione ricca e fascinosa ma al contempo in grado di offrire molteplici spunti di riflessione, Cardinale spinge il lettore a guardare nelle baracche dei sufferah, nella fede Rastafariana e nei guasti del Babylon System, attraverso un romanzo che va ascoltato, oltre che letto.

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Comments: 4

  1. pa says:

    IL CRITICO LUIGI SCORRANO PRESENTA “BURNED” AD INTARSI DI VERSI (Aradeo, 13 Agosto 2009)
    “Giamaica”, il nome evoca qualcosa di esotico, lontano, avventuroso.
    Del resto, per i “ragazzi” della mia generazione, luoghi così lontani diventavano più vividi nell’immaginazione grazie a quella che era la nostra scuola di esotismo: il cinema, la letteratura d’avventure..
    Emilio Salgari aveva scritto un romanzo, “La regina della Giamaica”, evocando con la fantasia una terra mai vista.
    Quando l’amico Michele Bovino mi ha proprosto di fare un breve commento al libro di cui parliamo questa sera, ho cercato di richiamare alla mente tutto il mio repertorio di conoscenze giamaicane.. ahimè! poche e tutte opinabili.
    Sentivo l’eco di una canzone di Claudio Villa, “Giamaica” appunto, che, a quel che ne so, il cantante fece ascoltare in qualche trasmissione televisiva, ma non incise mai.
    Ricordavo il romanzo di Salgari, vagamente. Poi il titolo di un film che nella mia memoria si era fissato come “Ti

  2. pa says:

    Tifone sulla Giamaica” e invece, come ho scoperto, era “Ciclone sulla Giamaica”. Anche di un altro film ricordavo il titolo, questa volta esattamente, “La taverna della Giamaica”. Credevo fosse un film italiano, uno di quei film prodotti e girati in Italia con sfondi di fantasia salgariana. Volevo accertarmene ed ho scoperto che si trattava di un film di Hitchcock. E nel mio pacchetto di reminiscenze giamaicane, entrava, ma quasi solo per sentito dire più che per conoscenza diretta o per larga informazione, un tipo particolare di musica che aveva avuto il suo esponente di fama internazionale in Bob Marley.
    Infine, e questo era il tassello a me più congeniale, la conoscenza, sia pure parziale ed un poco marginale, di un grande poeta giamaicano, Derek Walcott, premio Nobel per la letteratura nel 1992: un poeta che ha guardato con attenzione alla grande poesia di Dante.
    Caratteristica di alcuni poeti anglofoni ma appartenenti a una diversa tradizione è, in un certo senso, di contestare

  3. pa says:

    la lingua che usano. Di loro è stato scritto: “L’inglese è la loro lingua madre, la lingua che usano quasi sempre nei loro testi, ma allo stesso tempo sentono questa lingua spesso come un veicolo caricato di potere negativo: scrivono in inglese ma hanno un bisogno esistenziale di differenziarsi, volendo sottrarsi in vari modi sottili alle connotazioni negative della lingua ufficiale”.
    E’ un’osservazione che si può tener presente quando, nel romanzo di Cardinale, si legge qualcosa di molto simile a proposito del protagonosta del romanzo e del suo gruppo musicale.
    Qualcosa che caratterizza in modo profondo, non superficiale, una terra,

  4. xxx says:

    blessed love

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