Tabula Rasa

By Mario Pippia
13 July, 2012
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Federica Conte, ispettore, e Giacomo Rizzo, sovrintendente, sono alle prese con quello che potrebbe sembrare un semplice attentato politico: ben presto capiranno che le cose sono molto più complicate di quello che sembrano.
La distruzione di una parte di Palazzo Carignano ricorda da vicino un attentato simile avvenuto poche ore prima a Salemi, in Sicilia, e poche ore dopo un altro attentato distrugge quasi completamente la Sala dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio.
Seguendo il filo delle indagini, i due, coadiuvati da un misterioso personaggio proveniente da Trapani, si ritroveranno a Roma, cercando di farsi notare il meno possibile. Perché i loro avversari hanno occhi e orecchie ovunque, e districarsi tra amici e nemici pronti a tutto è difficilissimo.
Non si possono fare passi falsi, non ci si deve scoprire; chiunque è un possibile avversario.
Tutto è confuso.
L’unica cosa che è chiara è l’obiettivo della Comunanza: fare Tabula Rasa.

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  1. Non sono mancate polemiche storiche sulla possibilità che Togliatti si adoperasse per la liberazione di Gramsci. Nell’estate del 1927, don Luigi Viganò, sacerdote di San Vittore, avvicinò Gramsci su mandato del Vaticano, prospettando la possibilità di uno scambio fra alcuni sacerdoti detenuti in Urss e i capi comunisti arrestati in Italia. Lo storico Paolo Spriano, nel 1988, pubblicherà uno scritto del deputato socialista Egidio Gennari che riferisce in termini circostaziati dell’azione di don Viganò. La moglie di Gramsci, Giulia Schucht, al riguardo, inoltrerà una formale denuncia al Komintern nella quale documenterà le manovre di Togliatti in danno di Gramsci. Ne scaturirà una breve inchiesta denominata «affare Gramsci-T.». Togliatti non ne fu scalfito ma la polizia segreta sovietica tenne le carte – che ancora oggi non è possibile consultare – pensando che sarebbero potute tornare utili in futuro.

  2. L’autore dell’attentato era Antonio Pallante , un giovane esaltato, spaventato dagli effetti che la politica filo-sovietica del “Migliore” (come ormai Togliatti iniziava ad esser soprannominato ironicamente dai suoi avversari) avrebbe potuto avere sul Paese. I proiettili, sparati da una pistola calibro 38, colpirono il leader del PCI alla nuca e alla schiena , mentre una terza pallottola sfiorò la testa del politico. Ricoverato d’urgenza, Togliatti fu operato con successo dal chirurgo Pietro Valdoni .

  3. BAGNACAVALLO – Il sindaco Laura Rossi e la Giunta del Comune di Bagnacavallo esprimono sgomento e sdegno per l’attentato verificatosi alcune ore fa alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, a pochi metri dal Palazzo di Giustizia. Nell’esprimere solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime, sindaco e Giunta sottolineano quanto sia grave che l’attacco sia stato portato a una scuola, luogo di crescita culturale e civile e simbolo del futuro dell’Italia. Sottolineano inoltre come in momenti come questo le forze migliori del Paese debbano immediatamente reagire, fare fronte comune contro ogni forma di criminalità e intensificare il più possibile la lotta a tutte le mafie. Il Comune di Bagnacavallo, per parte sua, ha condiviso da tempo con l’Istituto Comprensivo questo messaggio, patrocinando percorsi di educazione alla legalità che hanno visto proprio poche settimane fa lo svolgimento di un incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino, assassinato dalla mafia siciliana nel 1978. In tutti i luoghi che ospiteranno le numerose iniziative in programma oggi a Bagnacavallo verranno affissi manifesti in cui si riaffermano con forza la condanna della violenza e l’importanza della reazione civile per non rivivere i momenti più bui della storia del Paese.

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